Rugby, Furlan: “Il gruppo la nostra vera forza”

Rugby femminile: un risultato inaspettato, un successo da outsider. Le ragazze dell’Italrugby battono la Francia nell’ultima giornata del Sei Nazioni e chiudono il torneo al secondo posto, dietro solamente alla fortissima Inghilterra. Un percorso entusiasmante e un movimento sempre più in crescita. Ne parliamo con Manuela Furlan, capitano della nazionale azzurra.

Con la vittoria sulla Francia nell’ultima giornata e il secondo posto nel Sei Nazioni 2019, possiamo definire l’Italrugby femminile come un outsider che raggiunge il successo?

Possiamo dire che in parte è proprio così. Con il nostro CT Andrea Di Giandomenico abbiamo iniziato nel 2010 un percorso che ci ha portato a risultati sempre migliori, ad eccezione dell’edizione 2017 del Sei Nazioni, in cui abbiamo subito cinque sconfitte. Un passo indietro, quello di due anni fa, che è servito per la crescita del gruppo e ci ha portato al successo di questi giorni. Un successo e una visibilità inaspettate e alle quali non siamo abituate, ma che fanno piacere tanto quanto la responsabilità e l’onore di indossare la maglia azzurra.

Con questo grande risultato saliamo al sesto posto del ranking mondiale. Quanto sono distanti le squadre che ci precedono e in particolare la Nuova Zelanda, leader della classifica, e l’Inghilterra, unica compagine ad averci battuto in questo Sei Nazioni?

Il nostro riferimento è sicuramente l’Inghilterra, la squadra tra quelle citate che affrontiamo di più. Nel Sei Nazioni hanno dimostrato di essere ancora di un altro livello, battendo nettamente anche la Francia, campione in carica. Dobbiamo fare tanto lavoro per livello, ritmo, impatti, fisico, continuando sulla strada iniziata a percorrere. Occorre perseverare per mantenere i risultati che stiamo ottenendo, per avvicinarci a queste squadre ancora troppo distanti.

Sei Nazioni 2020 e Mondiale 2021 in Nuova Zelanda. Dopo l’exploit di questa stagione, come ci si prepara e dove può arrivare questa nazionale?

Come giocatrice non mi pongo limiti e così ragiona tutto il gruppo come squadra. Non si smette mai di imparare. Ci avvicineremo a questi eventi con tanta fiducia nei nostri mezzi ma anche con la consapevolezza di ciò che bisogna migliorare. Ad esempio non ripetere gli errori fatti nel pareggio con il Galles o nella pesante sconfitta con l’Inghilterra. In questo match non siamo riuscite ad esprimere il nostro gioco. Non abbiamo concretizzato alcuni episodi che avrebbero dato spinta e fiducia in più, e non ci avrebbero fatto terminare la partita con 55 punti di distacco.

Rugby, Furlan: "Il gruppo la nostra vera forza"

Manuela Furlan in azione contro la Scozia – Credit: Fotosport/David Gibson

OutsiderSport.it è anche e soprattutto storie di sport. Quali difficoltà e sacrifici ha affrontato in questi anni Manuela Furlan, e in generale una donna, per emergere in uno sport come il rugby, di contatto e pertanto visto come prerogativa degli uomini.

Quando ho iniziato ad essere atleta di interesse nazionale ho fatto il mio primo anno da outsider, limitandomi a fare solo gli allenamenti nel club. Poi mi sono messa sotto con i sacrifici veri, integrando una preparazione fisica importante in palestra e sul campo di atletica. Nella mia giornata tipo, inizio la mattina con il mio lavoro e dopo le 17 tolgo la tuta da lavoro e metto quella per l’allenamento. Sono impegnata quasi 7 giorni su 7, considerando che la Domenica si gioca. Un impegno a tempo pieno che ha dietro una grande passione. Alcune giornate arrivo sfinita la sera ma c’è la voglia di essere sempre pronti perché l’appuntamento importante può essere già domani. Sei Nazioni 2020 e Mondiale 2021 non sono così lontani e ogni giorno va sfruttato al meglio.

Siete uno spot per il rugby e lo sport italiano in generale. Cosa consiglieresti ad una ragazza che decide di iniziare a giocare a rugby.

A tutte le mamme dico di portare a giocare le proprie figlie sin da piccole. Giocare sin da subito con i maschi permette di levare ogni timore. E’ infatti vero che il rugby è sport di contatto ma nessuno stabilisce che non sia sport per donne. L’ambiente e la passione ti coinvolgono , così come il mondo del rugby ha contagiato me.

La vostra gioia e le lacrime di commozione del CT Andrea Di Giandomenico sono il fermo immagine dopo il fischio finale allo stadio Plebiscito di Padova. Quanto è importante il gruppo che avete creato.

Andrea Di Giandomenico, da quando arrivato nel 2010, ha fatto del gruppo la vera forza. Il gruppo che ha fatto la differenza anche rispetto al passato. Il CT ci ha spronato tanto a credere in noi stesse e questo ha reso possibile i risultati che oggi stiamo festeggiando.

Il tuo augurio a Leonardo Ghiraldini, confermata la rottura del legamento crociato del ginocchio, e a tutti i ragazzi azzurri in vista del Mondiale di Settembre in Giappone.

Leonardo è forte e, per quanto i tempi di recupero da questo tipo di infortunio siano lunghi e possano demoralizzare, ha il sostegno di tutte noi ragazze e dei suoi compagni. Si rimetterà in forma e sicuramente in Giappone ci sarà. Lui è uno di quelli che al Mondiale non può mancare. Per i ragazzi auguro di continuare sulla strada con cui hanno finito questo Sei Nazioni. Tantissima grinta e solamente alcuni episodi sfavorevoli non hanno permesso di portare a casa una vittoria. La differenza rispetto agli anni passati c’è e si vede. Rimane il rammarico per come sono arrivati gli ultimi risultati ma nella World Cup i ragazzi saranno ancora più determinati e faranno bene.

Photo Copertina – Federazione Italiana Rugby