Softball – L’Italia batte la Gran Bretagna e vola alle Olimpiadi

L’Italia di softball di Enrico Obletter stacca il biglietto per le Olimpiadi di Tokyo 2020 battendo la Gran Bretagna (5-0) nella sfida decisiva andata in scena ad Utrecht. Le azzurre concludono il loro cammino trasformando in realtà il sogno a cinque cerchi e questa avventura non poteva avere un epilogo differente perché, una volta di più, a 3 settimane esatte dalla vittoria dell’Europeo di Ostrava, Piancastelli e compagne hanno dimostrato di essere la squadra più forte. Lo rende noto la Fibs.

In terra olandese forse non si è vista la stessa Italia dominatrice e che ha fatto divertire a suon di fuoricampo nella massima manifestazione continentale, ma si è toccato da vicino la forza di un gruppo che aveva voglia di credere ad un sogno e che nei momenti cruciali ha sempre risposto presente.

TERZA VOLTA ALLE OLIMPIADI

La gioia delle azzurre

La vittoria odierna sulla Gran Bretagna scrive una pagina importante del softball azzurro che tornerà a respirare l’aria olimpica a distanza di 16 anni dall’ultima volta (Atene 2004) e per la partecipazione numero 3 della sua storia (che comprende anche Sydney 2000).

Proprio come contro l’Olanda, quando la palla diventa pesante e la mazza difficile da girare per la pressione della posta in palio, le azzurre non tremano e contro la Gran Bretagna tirano fuori la partita perfetta. Perfetta nel box, dove mettono subito pressione alla lanciatrice partente britannica Georgina Corrick che già alla prima ripresa capitola e vede l’Italia prendere la strada verso Tokyo.

SUPER CECCHETTI

Perfetta in pedana di lancio, dove Greta Cecchetti reagisce alle difficoltà di 24 ore prima sfoderando una prestazione da dominatrice dove quasi la metà degli out britannici arrivano sui suoi lanci, 13 strikeout. Perfetta in difesa, perché le azzurre quando vengono chiamate in causa spolverano giocate precise, sicure e con una naturalezza invidiabile.

Nasce su queste basi la vittoria dell’Italia che esce dall’Olympic Qualifier da imbattuta, portando a casa tutte e 5 le “finali”, così come le ha sempre chiamate il manager azzurro Enrico Obletter, giocate in terra olandese. E il sogno di Tokyo diventa finalmente realtà.